La fantesca
Johann Hadolf Hasse (Bergerdorf 1699 - Venezia 1783) lasciò la Germania a ventidue anni per recarsi in Italia a studiare con i maestri italiani del melodramma. Dopo soggiorni a Venezia Bologna Firenze e Roma si stabilì a Napoli dove risiedette per sei o sette anni prendendo lezioni da Alessandro Scarlatti e forse da Porpora. Nel 1725 ebbe una commissione (il Sesostrate) per il prestigioso Teatro S. Bartolomeo. Ottenuto grande successo presentò nello stesso teatro altre cinque opere serie in un periodo di sei anni. Accanto a queste scrisse otto intermezzi da rappresentarsi negli intervalli delle opere sue o di altri colleghi guadagnandosi la reputazione di più prolifico e rinomato autore di questo genere. Gli intermezzi non tardarono poi a vivere di vita propria e vennero rappresentati in tutta Europa da Palermo a Copenaghen, da Mosca a Bruxelles e a Amsterdam fino al 1750 quando il genere fu soppiantato dall'opera buffa. La struttura di
queste operine ricorda la ben nota Serva Padrona di Pergolesi (il compositore marchigiano fu largamente debitore verso il sassone: si pensi che La contadina astuta di Hasse è stata fino a non molti anni fa attribuita a Pergolesi).
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Titolo dell'opera: La fantesca (o Merlina e Galoppo)
Libretto: Bernardo Saddumene
Musica: Johann Adolf Hasse
Prima rappresentazione: Napoli, Teatro S.Bartolomeo, 29.1.1729
Personaggi: Merlina, soprano; Galoppo, baritono; Vespa, servo di Galoppo, mimo.
Organico: Complesso d'archi con cembalo più 2 corni e 2 fagotti ad libitum.
Struttura: tre parti.
I.
O che l'uccida (Galoppo)
Son già inviperito (Galoppo)
Quanto devo al mio destino (Merlina)
Se lei non lo sfida (Duetto)
II
Jo so ico d'un gran capitan (Merlina)
Sbudellar! Ah, me ne rido (Galoppo)
Mai più per questa strada (Duetto)
III
Pur giunta mi vedo (Merlina)
Aver un'alma ardita (Galoppo)
Dolce sposina, caro sposetto (Duetto).
Durata: 40' circa.
Trama: Scena fissa: esterno della casa di Galoppo. I tre intermezzi sono basati sul consueto duello verbale dei due personaggi mentre il servo muto, Vespa, fa da spalla all'uno e all'altro. L'astuta donzella Merlina, a caccia di un buon partito, conquista con alcuni stratagemmi Capitan Galoppo che alla fine cede di buon grado. Merlina, per giungere al suo scopo, prima si traveste da spadaccino spagnolo e aggredisce il timoroso Galoppo esprimendosi in una lingua spagnola molto...improbabile ma colorita (la satira contro la prepotenza dei soldati iberici è trasparente), poi inventa una vedova con cospicua dote che altri non è che il solito Vespa travestito.
L'intermezzo è stato rappresentato per la prima volta il 13.12.94 al Teatro Ghione di Roma.