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Domenico Carboni

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Compagnia Teatro e/o Musica Sassari 1997

Nunzia Santodirocco (Nanette) Mario Boccardo (Bellarosa) Antonio De Lucia (Gaston) Margherita Pace (Lucile)

I gendarmi:

Enrico Stinchelli (al centro) nella parte di uno spettatore che si intromette

Monsieur e Madame Denis

Opera buffa in un atto

Titolo originale: Monsieur et Madame Denis
Libretto: Delaporte & Laurencin
Musica: Jacques Offenbach
Prima rappresentazione: T. des Bouffes Parisiens 11.1.1862
Vers. ritmica in italiano, adattamento e strum.; Domenico Carboni (1997)
Durata: 50’
Personaggi: Nanette, governante di casa Denis, S; Gaston, figlioccio di M. Denis, T; Lucile, nipote di M.me Denis, S; Bellarosa, sergente delle guardie, Br.; 4 gendarmi (coro) TTTBs.

Trama: La vicenda si svolge a Parigi, attorno al 1750, nella sala da pranzo di casa Denis. Nanette, la governante dei signori Denis, è sola in casa perché gli anziani coniugi si sono recati nella loro tenuta di campagna. Arriva trafelato Gaston i compagnia di Lucile. I due giovani cercano rifugio in casa dei signori Denis, zii di Lucile, in quanto sono inseguiti dai gendarmi. Gaston infatti ha rapito, col suo consenso, Lucile che è stata rinchiusa in convento dal tutore in quanto si rifiuta di sposarsi col partito da lui assegnatole dal momento che è innamorata di Gaston. Purtroppo però i Denis, che avrebbero con la loro autorità preso sotto protezione la nipote Lucile, sono assenti. Con l’aiuto di Nanette i due innamorati per sfuggire ai gendarmi si travestono dai vecchi Denis ma vengono scoperti dal sergente Bellarosa che li dichiara in arresto. Nanette però convince Bellarosa e gendarmi a bere un vino speciale vecchio di 50 anni che li fa ubriacare e così possono essere legati e fatti "prigionieri". L’arrivo di Monsieur e Madame Denis, intravisti da una finestra, di ritorno dalla campagna, metterà a posto le cose. Il sipario si chiude proprio quando i signori stanno per entrare nella loro casa.

Note: Questa operetta è un piccolo gioiello che Offenbach ha donato al T. dei Bouffes, ormai non più sotto la sua direzione artistica, quando aveva ormai acquisito una vasta fama internazionale grazie all’Orfeo all’inferno. E’ chiaro il riferimento parodistico alla Manon di Prévost che più di vent’anni dopo sarà argomento delle celebri opere di Massenet e Puccini. Il sergente Bellarosa ricorda il suo parigrado Belcore dell’Elisir d’amore di Donizetti. Molte sono le pagine riuscite, prima fra tutte la soave Ciaccona cantata da Lucile, notevoli i concertati e la canzone della "ronda" di Bellarosa ubriaco, contrappuntata dal ritmico russare dei gendarmi.

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