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Domenico Carboni

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OPERAZIONE PULCINELLA

di Domenico Carboni

 

"Il successo delle Donne di buon umore su musiche di Domenico Scarlatti, aveva suggerito a Diaghilev di consacrare una nuova creazione alla musica di un altro illustre italiano, per il quale conosceva il mio gusto e la mia ammirazione. Si trattava di Pergolesi. Durante i suoi soggiorni in Italia Diaghilev aveva consultato diversi manoscritti incompiuti di questo maestro esistenti nei conservatori italiani e li aveva fatti copiare (...) Da questo materiale mi spinse vivamente a trarne ispirazione per comporre la musica di un balletto il cui argomento era ricavato da un volume contenente numerose versioni delle avventure amorose di Pulcinella"

Così racconta Igor Stravinskij nell’autobiografia Cronache della mia vita (Trad. A.Mantelli, Milano 1947).Sempre in questo libro si parla di un soggiorno napoletano del compositore al seguito della compagnia dei Ballets russes in occasione, appunto, della rappresentazione delle Donne di buon umore su musiche di Vincenzo Tommasini elaborate da alcune sonate di Domenico Scarlatti. Si parla in questa occasione di frequenti incursioni, in compagnia di Pablo Picasso, presso i mercatini e i rigattieri napoletani alla ricerca di "guazzi". L'impresario dei Ballets russes, dal canto suo, si è sempre vantato di aver trovato lui, presso un rigattiere napoletano, un manoscritto datato 1700 contenente una raccolta di "pulcinellate" ossia canovacci di commedie basate sulla celebre maschera napoletana, uno dei quali, I quattro Pulcinella, servì come soggetto per il balletto stravinskiano.

Sia Diaghilev che Stravinskij tacciono però su due punti fondamentali: chi effettuò le ricerche? Chi operò la selezione delle musiche? Tanto più che la scelta finale non si basò su "manoscritti incompiuti" ma prevalentemente su arie tratte da Lo frate 'nnamorato e dal Flaminio le cui fonti manoscritte sono conservate nella Biblioteca del Conservatorio "S. Pietro a Majella" di Napoli. I due russi si servirono certamente di un consulente locale. Fu forse il direttore della biblioteca Fausto Torrefranca? L'ipotesi è da scartare in quanto l'austero professore avrebbe considerato sacrilega la contaminazione stravinskiana.

Ho creato così, in questa commedia, un retroscena della vicenda del tutto fantastico ma plausibile. La figura di Fernando Capodanno, vice-bibliotecario e copista della celebre biblioteca musicale napoletana, è immaginaria ma rappresenta colui, o coloro, che diedero la "dritta" all'operazione magari contribuendo anche alla realizzazione. E' in fondo un omaggio a quei bibliotecari musicali a cui compositori, musicologi o direttori artistici si rivolgono spesso per avere dei suggerimenti o collaborazioni, salvo poi, una volta realizzata l'impresa, dimenticarsi completamente dell'aiuto ricevuto. Ovviamente anche gli altri personaggi sono del tutto immaginari.

La vicenda si svolge in un palcoscenico di un teatro napoletano nel 1919.L'impresario Ciro Fiorillo è impegnato nell'allestimento dell'Olimpiade di Pergolesi. Si discute sui costumi, si prova con i cantanti ecc... Vi è però un fuoriprogramma: si è in attesa di Igor Stravinskij venuto appositamente dalla Svizzera dove sta portando a termine le musiche per il balletto Pulcinella per approvvigionarsi di nuovo materiale pergolesiano che ha selezionato per lui Fernando Capodanno. Questi, approfittando della disponibilità dei cantanti e dell'orchestra del teatro, organizza un concerto pergolesiano in onore del compositore russo nel corso del quale verranno eseguiti in anteprima anche alcuni numeri del balletto già composti. Gli spettatori assisteranno ad una sorta di prova generale del concerto nel corso della quale non mancheranno imprevisti, discussioni, litigi, ecc... Non manca anche un pizzico di giallo: alcune delle musiche utilizzate da Stravinskij non sono di Pergolesi ma sarebbero dei falsi...

La commedia-concerto, consente di trattare l'argomento in maniera, si spera, brillante e divertente, godibile anche per i non addetti ai lavori. Questo en attendant Stravinskij consentirà si sentire le melodie pergolesiane nella versione originale e poi nell'interpretazione stravinskiana: due mondi e due secoli si incontrano a Napoli nel nome di Pulcinella, la maschera che da sempre è il simbolo della cultura partenopea ancora oggi viva ed attuale.

N.B.

Note per l’allestimento.

Operazione Pulcinella è pensata come una commedia del genere "teatro nel teatro" con l’inserimento di brani musicali. Prosa e musica si dividono al 50% lo spazio temporale. Nel I Atto è prevalente la prosa poiché è necessario far capire allo spettatore i presupposti e lo svolgimento della vicenda, nel II Atto prevale invece la musica.

Accanto ai cinque personaggi interpretati da attori recitano tre cantanti (soprano, tenore e basso) che rivestono i panni di altrettanti cantanti napoletani dell’epoca. Anche l’orchestra "interpreta" un’orchestra dell’epoca: può agire in buca o sopra in palcoscenico secondo la volontà del regista e della capienza del palco stesso. Organico minimo: 3 violini I, 3 violini II. 2 viole, 2 violoncelli, 1 contrabbasso, flauto, oboe, fagotto, 2 corni, trombone. 18 elementi + cembalo + direttore. Organico massimo 2202.2110. 5 violini I, 5 violini II, 5 viole, 4 violoncelli, 4 contrabbassi. 33 elementi + cembalo + direttore.

L’opera ha anche un carattere didattico e quindi può essere adatta anche per un pubblico di studenti.

 

 

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