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Domenico Carboni

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Teatro e/o Musica - Sassari

Teatro Civico 

Gianluca Valenti (Vento di sera) e Roberto Ferrari Melega (Coniglio Coraggioso)

 

Anna Luisa Scano (Atala) e Tore Gaias (Arthur)

L’isola degli antropofagi

Opera buffa in un atto

 

Titolo originale: Vent di soir ou l’Horrible festin
Libretto: Philippe Gille
Prima rappresentazione: Parigi, T. Bouffes Parisiens 16.5.1857
Versione ritmica italiana, adattamento e strumentazione: Domenico Carboni (1995)
Organico: S, 2T, Br, picco coro ad lib.1 mimo. Fl. Ob. Cl. Fg. Quintetto d'archi, perc. Pf. ad lib.

Personaggi: Vento di sera, capo della tribù dei Lulù, Br; Atala, sua figlia, S; Coniglio Coraggioso, capo della tribù dei Papà-Cucù, T; Arthur, coiffeur parigino, T; Leccatutto, cuoco dei Lulù, mimo; Cannibali Lulù, ad lib.

Trama: In un’isola sperduta nell’Oceania abitata da cannibali il capo della tribù dei Papà-Cucù, coniglio Coraggioso, è in visita ufficiale presso Vento di Sera per negoziare un trattato di pace fra le tribù rivali stanche di farsi la guerra. Fra i due non corre buon sangue dato che si sospettano reciprocamente, a ragione, di essersi l’uno mangiato la moglie dell’altro. Vento di Sera è preoccupato perché non ha nessun tipo di carne da offrire al suo ospite per il banchetto della pace. Ma sull’isola ha fatto naufragio Arthur, un coiffeur di Parigi che grazie al suo raffinato fascino europeo affascina Atala figlia di Vento di Sera anche grazie ad un orologio, ricordo di famiglia, che intona l’inno dei Papà-Cucù. Vento accoglie cordialmente lo straniero e lo affida subito alle cure del suo cuoco Leccatutto affinché lo prepari come portata principale nel banchetto per l’ospite d’onore. Coniglio Coraggioso sembra soddisfatto della pietanza che gli viene offerta e racconta la storia del figlio che sta per tornare dall’Europa dove si era recato per studiare e che vorrebbe vedere unito in matrimonio con Atala per sancire definitivamente la pace fra le due tribù. Vento di Sera comprende che Arthur, che è stato cucinato è proprio il figlio di Coniglio Coraggioso. La verità viene a galla quando lo stomaco di Coniglio Coraggioso suona l’inno dei Papà-Cucù, infatti egli ha ingerito l’orologio di Arthur. Coniglio Coraggioso vuole vendicare col sangue l’offesa ma Arthur vivo e in buona salute: egli ha infatti corrotto il cuoco di Vento di Sera acconciandolo elegantemente alla moda di Parigi e gli ha fatto cucinare l’Orso Sacro, animale ritenuto una divinità e adorato dalla tribù. La vicenda si conclude col matrimonio di Arthur con Atala.

Note: L’operetta fa parte di un gruppo di 29 pièces in un atto che Offenbach scrisse nei primi anni della sua gestione del Teatro dei Bouffes. Lo spassosissimo libretto è di Philippe Gille giornalista e critico letterario del Figaro e di altri importanti giornali allora ventisettenne; passerà alla storia più tardi come coautore del libretto di Lakmée di Delibes e della Manon di Massenet. Ovviamente Offenbach non aveva idea della musica etnica dell’Oceania è usa musica tutta particolare dal sapore "moresco" con dissonanze e ritmi selvaggi e ostinati che talvolta sembrano anticipare Stravinskij. Molto bella è l’ouverture che evoca lo scoppio di un uragano; fra i pezzi più spassosi è la Chanson negre.

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