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Domenico Carboni

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Verdi al Tettuccio

Commedia con musiche in due atti di

DOMENICO CARBONI

 

Musiche elaborate dalle opere di

Giuseppe Verdi

 

PRIMA RAPPRESENTAZIONE: Montecatini, Teatro Verdi 22.9.01

 

Personaggi

 

Fabrizio Fabroni, giovane compositore……Francesco Guidi.
Olimpia, soprano, sua innamorata …………Sabina Macculi
Geltrude Scannagalli, zia di Olimpia….………Gianna Coletti
Ernesto, cameriere del Tettuccio…………Gualtiero Giorgini
Giuseppe Verdi………………………….…Enrico Beruschi
Bartoletti
, ingegnere, industriale…………...Enrico Beruschi

 

ORCHESTRA DELL'OPERA GIOCOSA
Direttore Severino Zannerini

REGIA, SCENE E COSTUMI DI
IVAN STEFANUTTI

 

Premessa. Il Verdi "proibito".

Oggi, grazie ai potenti mezzi di riproduzione audio-video è possibile conoscere a fondo il repertorio lirico senza mai avere mai messo piede in un teatro: radio, tv, cd e videocassette ci portano il teatro in casa e gli appassionati possono seguire anche in diretta le rappresentazioni della Scala, del Metropolitan, dell’Opéra ecc… Ma quando tutto questo non esisteva con quali mezzi veniva reso popolare il repertorio lirico? I mezzi di diffusione erano gli spartiti: la riduzione per canto e pianoforte per i più preparati, la riduzione per pianoforte solo destinata ai dilettanti, i vari arrangiamenti per gli strumenti più vari ecc… In ogni salotto borghese faceva bella mostra di sé il pianoforte sul quale si esercitavano fin da fanciulli i figlioli per bene e libretti d’opera e spartiti erano parte integrante della biblioteca di famiglia. Così i brani d’opera erano diffusi come e quanto le canzoni alla moda e anzi venivano preferiti a queste. Poteva quindi accadere che ci si facesse la barba canticchiando Di quella pira o Di Provenza il mar il suol senza aver mai assistito in teatro ad un Trovatore o ad una Traviata. Oltre agli spartiti destinati ad esecuzioni familiari vi erano un altro tipo di "riduzioni" destinate ad esecuzioni pubbliche, per esempio le trascrizioni per banda che portavano le sinfonie e le arie d’opera in tutte le piazze. Ma non solo nelle piazze risuonavano i motivi delle celebri opere, si potevano sentire nelle birrerie, nei "caffè-concerto" e negli stabilimenti balneari o termali i quali ospitavano orchestrine le quali alternavano ai valzer e alle mazurke fantasie o pot-pourri tratti dal grande repertorio lirico. Nella collana Intermezzi musicali a piccola orchestra, pubblicata da G. Ricordi e C. negli ultimi decenni dell’Ottocento, figuravano molti brani tratti dalle opere dei compositori della Casa fra cui primeggiava Verdi. Nella classica copertina rossa che racchiudeva le parti si avverte però a chiare lettere che l’esecuzione era permessa «alle sole Orchestre che hanno regolare trattato con la Società degli Autori». A partire dal luglio 1897 però Casa Ricordi decide di proibire l’esecuzione «nei Caffè nelle Birrarie negli Stabilimenti Balneari ecc… tutte indistintamente le opere teatrali di proprietà della Ditta G. Ricordi e C. Si intendono inoltre escluse dai permessi suddetti anche tutte le Opere che verranno acquistate dalla Ditta». Per i concerti vocali «le esecuzioni devono essere sempre con accompagnamento di solo pianoforte, qualunque altro istrumento escluso». Fu così che questo tipo di repertorio divenne di colpo "proibito" ed entrò in clandestinità e le orchestrine si limitarono ad eseguire soltanto ballabili e pezzi caratteristici. Quali furono le motivazioni di questa esclusione? Non è un mistero che illustri maestri come Verdi e Puccini non vedessero di buon occhio queste "riduzioni" anche se non disdegnavano affatto i proventi che da esse ne derivavano; ma il motivo principale di questa "serrata musicale" era dovuto al dilagare di esecuzioni "abusive" delle celebri opere con materiali non provenienti dalla Ditta Ricordi e C.

La commedia: Verdi al Tettuccio

L’azione si svolge nel 1894 nel celebre Chiostro della Musica dello stabilimento termale Tettuccio di Montecatini che ospitava le piccole orchestre che eseguivano il repertorio di cui si è appena trattato. Come è noto Giuseppe Verdi era un abituale frequentatore dello stabilimento e la sua presenza galvanizzava i direttore del complesso Fabrizio, un giovane compositore in cerca di fortuna. Egli spera di poter attirare l’attenzione del Maestro, ospite dello stabilimento, con i suoi brillanti "arrangiamenti" delle opere verdiane. Frequenta lo stabilimento, insieme alla zia Geltrude, anche Olimpia, soprano neodiplomata che vorrebbe intraprendere la carriera teatrale. Olimpia è innamorata, corrisposta, di Fabrizio, suo ex collega di conservatorio; l’unione dei due giovani è però ostacolata dalla famiglia di lei essendo il giovane tutt’altro che un buon partito. Anche Olimpia sogna di poter incontrare Verdi e di avere la possibilità di potersi esibire davanti a lui. Entrambi i giovani si danno da fare per dare la caccia al Maestro.

La vicenda si complica e si movimenta poiché al Tettuccio è presente un sosia di Verdi, tale ingegner Bartoletti, che approfitta della sua straordinaria rassomiglianza col Maestro per abbordare giovani soprani. Olimpia accetterà la pressante corte di Bartoletti scambiandolo, complice anche la sua miopia, per Verdi. Fabio incontrerà il vero Verdi ma questi, per difendersi dall’intraprendenza del giovane e per togliersi d’impaccio, fingerà di essere l’ingegnere.

E’ quindi una tipica commedia degli equivoci con il vero e il falso Verdi interpretati da un unico attore. Il vero protagonista sarà quindi il grande maestro di Busseto in vacanza, in un momento di relax, quindi meno scorbutico del solito e incline all’ironia. Fonte importante per la descrizione dell’ambiente e delle abitudini di Verdi all’interno dello stabilimento è stato il libro di Mauro Lubrani Verdi a Montecatini scritto con la collaborazione di Vasco Ferretti (Edizioni Montecatini, Montecatini 1981) ricco di gustosi episodi sempre documentati. Come in tutte le commedie brillanti non mancherà il lieto fine. Chiariti gli equivoci si concluderà con una festa Verdiana con le note del Brindisi della Traviata.

Più che operetta o commedia musicale lo spettacolo Verdi al Tettuccio si può definire una "commedia con musica". Anche gli orchestrali fanno parte dell’azione, anche se solo come comparse, impersonando i loro antichi colleghi; il soprano interpreterà davanti a Verdi (o al presunto tale) celebri arie del Maestro. Le musiche saranno quindi esclusivamente pagine verdiane "arrangiate" per piccolo complesso (pianoforte conduttore, quartetto d’archi, flauto, clarinetto e fagotto) per lo più inedite e quindi "abusive". Si tratta quindi di "sdoganare" dopo un secolo di oblìo le musiche "proibite" del grande Maestro.

             
 
             
Commedia con musiche in due atti di
DOMENICO CARBONI
Musiche elaborate dalle opere di
GIUSEPPE VERDI
Regia, scene e costumi
IVAN STEFANUTTI
 
PERSONAGGI ED INTERPRETI
Fabrizio Fabroni, giovane compositore : Francesco Guidi
Olimpia, soprano, sua fidanzata : Sabina Macculi
Geltrude Scannagalli, zia di Olimpia : Gianna Coletti
Ernesto, cameriere del Tettuccio : Gualtiero Giorgini
Giuseppe Verdi - Bartoletti, industriale : Enrico Beruschi

ORCHESTRA DELL'OPERA GIOCOSA
diretta da
Severino Zannerini
Mariko Masuda (violino primo), Paola Bezziza (violino secondo), Susanna Romagnoli (viola), Carlo Benvenuti (violoncello), Marco Candotto (contrabbasso), Serena Clanzig (flauto), Marco Bernini (oboe), Angelo Pacini (clarinetto), Serena Candolini (fagotto)
Severino Zannerini (pianoforte)

 
Capo macchinista Alberto Castellacci
Capo elettricista Andrea Valentini
Consulenza tecnica Vittorio Garavelli
Capo sarta Antonella Guglielmi - Trucco Marlene Frontull Scenotecnica DECORPAN - Costumi DIVA - Calzature SACCHI Parrucche AUDELLO
       
       

L' azione si svolge nel 1894 nel celebre Chiostro della Musica dello stabilimento termale Tettuccio di Montecatini che ospitava le piccole orchestre che eseguivano il repertorio di cui si è appena trattato. Come è noto Giuseppe Verdi era un abituale frequentatore dello stabilimento e la sua presenza galvanizzava il direttore del complesso Fabrizio, un giovane compositore in cerca di fortuna. Egli spera di poter attirare I' attenzione del Maestro, ospite dello stabilimento, con i suoi brillanti ,,arrangiamenti" delle opere verdiane.

Frequenta lo stabilimento, insieme alla zia Geltrude, anche Olimpia, soprano neodiplomata che vorrebbe intraprendere la carriera teatrale. Olimpia è innamorata, corrisposta da Fabrizio, suo ex collega di conservatorio; l ' unione dei due giovani e però ostacolata dalla famiglia di lei essendo il giovane tutt'altro che un buon partito.Anche Olimpia sogna di poter incontrare Verdi e di avere la possibilità di potersi esibire davanti a lui. Entrambi i giovani si danno da fare per dare la caccia al Maestro.La vicenda si complica e si movimenta poichè al Tettuccio e presente un sosia di Verdi, tale ingegner Bartoletti, che approfitta della sua straordinaria rassomiglianza col Maestro per abbordare giovani soprani. Olimpia accetterà la pressante corte di Bartoletti scambiandolo, complice anche la sua miopia, per Verdi. Fabrizio incontrerà il vero Verdi ma questi, per difendersi dall'intraprendenza del giovane e per togliersi d'impaccio, fingerà di essere I'ingenere.

E' quindi una tipica commedia degli equivoci con il vero e il falso Verdi interpretati da un unico attore. II vero protagonista sarà quindi il grande maestro di Busseto in vacanza, in un momento di relax, quindi meno scorbutico del solito e incline all'ironia. Fonte importante per la descrizione dell'ambiente e delle abitudini di Verdi all'interno dello stabilimento e stato il libro di Mauro Lubrani "Verdi a Montecatini" scritto con la collaborazione di Vasco Ferretti (Edizioni Montecatini - 1981) ricco di gustosi episodi sempre documentati. Come in tutte le commedie brillanti non mancherà il lieto fine. Chiariti gli equivoci si concluderà con una festa Verdiana con le note del Falstaff, I'ultima opera del grande vecchio, che ammonisce: ,,Tutto al mondo e burla". Più che operetta o commedia musicale lo spettacolo Verdi al Tettuccio si può definire una ,,commedia concerto". Anche gli orchestrali fanno parte dell'azione, anche se solo come comparse, impersonando i loro antichi colleghi; il soprano interpreterà davanti a Verdi (o al presunto tale) celebri arie del Maestro. Le musiche saranno quindi esclusivamente pagine verdiane "arrangiate" per piccolo complesso (pianoforte conduttore, quartetto d'archi, flauto, clarinetto e fagotto) per lo più inedite e quindi "abusive". Si tratta quindi di "sdoganare" dopo un secolo di oblio le musiche "proibite" del grande Maestro.
           
             
             

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