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Hänsel e Gretel
Hänsel e Gretel
Favola con musiche di
Domenico Carboni
Liberamente tratta dall’omonimo racconto dei Fratelli Grimm
Musiche di
Pietro Cavalieri
Nel 1812 i fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, filologi, letterati e studiosi del folclore della loro
patria pubblicarono una raccolta di Märchen, ossia racconti popolari basati su storie
magiche, fantastiche e inverosimili. In italiano il termine più vicino all’antico vocabolo
tedesco è “fiaba”. I Grimm raccolsero racconti popolari tratti dalla grande tradizione orale
tedesca e li trascrissero così come da innumerevoli generazioni venivano raccontati ai
bambini. La fiaba è un espediente per narrare le paure primordiali dell’uomo come la fame ,
la guerra, le malattie e la morte ecc… e quindi esorcizzarle nel tentativo di placare le
inquietudini e di raggiungere le sicurezze. E’ perciò un linguaggio universale e questo
spiega perché la raccolta di fiabe dei fratelli Grimm sia l’opera più tradotta e ristampata,
diffusa e conosciuta di tutta la letteratura mondiale. L’opera che si intitola Kinder und
Hausmärchen (Fiabe per i bambini e le famiglie, Berlino 1812-15) comprende due volumi
con complessive 201 fiabe fra le quali le celebri Cenerentola, Biancaneve, Cappuccetto
rosso, Pollicino, I musicanti di Brema, Hänsel e Gretel. Nelle versioni moderne super
illustrate destinate ai bambini i testi sono edulcorati e talvolta vi sono aggiunte di lieto fine
che nelle versioni originali non esistono; per esempio l’episodio del cacciatore che uccide il
lupo estraendo dalla sua pancia Cappuccetto Rosso e anche la nonna è postuma: tale “fiero
pasto”, infatti, più che dal lupo affamato, non poteva essere digerito dai giovanissimi lettori.
La fame giustifica i mezzi.
Il problema della fame e della disperazione di essere digiuni lo troviamo anche nella
favola di Hänsel e Gretel dove si racconta di
genitori ridotti appunto alla fame che pensano di
liberarsi dei due figlioli, due voraci bocche da
sfamare, con cui avrebbero dovuto dividere le
ultime briciole del loro pane. È comunque da
rilevare che la moglie è in realtà una matrigna,
quindi, come in tutte le favole, è molto cattiva
verso i figliastri e anche il marito è succubo
della sua malvagità. I due snaturati genitori
abbandonano dunque i due poveri figlioli nel
bosco per toglierseli di mezzo. Nel bosco
vengono irretiti da una strega che li fa
prigionieri. La strega progetta di ingrassarli per
bene e poi mangiarli ma i due riescono a
liberarsi a farla fuori. Hänsel e Gretel poi riusciranno a ritrovare la strada di casa e a
ritornare con un tesoro che la strega teneva nascosto nella sua casa. Risolveranno così
anche i problemi economici dei genitori vivendo con loro felici, contenti, e soprattutto sazi.
La fiaba, fu molto popolare in Germania in tutto l’Ottocento. Si contano tre versioni per
teatro musicale di Georg Krempl (1862), Engelbert Humperdik (1893) e Wilhelm Costantin
Löwe (1900).
La più famosa è quella di Humperdink su libretto della sorella Adelheid, che è rimasta
ancora nel repertorio operistico. Forse per la trama piuttosto inquietante non incontrò i favori
della Disney come le altre più celebri favole dei Grimm.
Non mancano temi che rendono la fiaba di Hänsel e Gretel attuale anche oggi. La fame,
prima di tutto. Certo i bambini del mondo occidentale che rischiano il sovrappeso grazie alle
celebrate merendine e agli hamburger multinazionali la vera fame non sanno neanche cosa
sia, però è bene che sappiano che altrove, in altri mondi non molto lontani, molti coetanei
muoiono per denutrizione. Degli orchi e delle streghe che irretiscono i bambini con
leccornie e regali salvo poi… usarli come sappiamo ne parlano diffusamente i giornali. Altro
tema è quello del distacco dalla famiglia, dei primi passi che il bambino fa al di fuori di essa,
per esempio il primo giorno di scuola quando ci si incammina per un sentiero con luci ed
ombre che non si sa dove porterà. Il sentiero della vita.
20 Dicembre 2003
"HANSEL E GRETEL", UNA STORIA PER GRANDI E PICCINI
Al Piccolo Teatro di Catania la divertente favola musicale di Domenico Carboni
Piace a grandi e piccini, per le sue trovate, per i suoi riferimenti ai nostri tempi, per un
allestimento colorato e di facile presa. Lo spettacolo in questione è “Hansel e Gretel”, la
favola musicale di Domenico Carboni, dalla celebre fiaba dei fratelli Jacob e Wilhelm
Grimm, che il Piccolo Teatro di Catania, per la regia di Gianni Salvo, ha messo in scena,
nella sala di via Ciccaglione 29 a Catania, nell’ambito dell’odierna stagione di prosa.
Sulla nota favola di “Hansel e Gretel”, i due fratellini alle prese con due genitori che oppressi
dalla fame vogliono liberarsi dei due figli (due bocche in più da sfamare), spingendoli nel
bosco, proprio tra le grinfie della strega che li alletta con una casa rivestita e costruita di
leccornie, Domenico Carboni, supportato da una simpatica e colorata scenografia curata da
Oriana Sessa, ha costruito una pièce apprezzabile con tante trovate (il Lupo Sceriffo, Uga la
tartaruga), riferimenti alla fame, che anche oggi è una costante nel mondo, ai rapporti con i
propri genitori e purtroppo con lo sfruttamento dei bambini oggi, prima coinvolti e poi usati in
loschi traffici, come si legge sui giornali quotidianamente.
Il successo dello spettacolo, agile e scorrevole è assicurato, oltre che dalla regia di Gianni
Salvo, dagli interpreti, tutti all’altezza della situazione, cominciando con Rita Salonia e Anna
Passanisi (i fratelli Hansel e Gretel) per poi proseguire con Federica Bisegna (nei tre ruoli di
Gertrude la matrigna, Uga la tartaruga e della strega), Nicola Alberto Orofino (Fritz, il padre
dei ragazzi ed il divertente Lupo sceriffo). Apprezzabili le musiche originali di Pietro
Cavalieri.
Pièce, come detto, divertente, coinvolgente e che viene apprezzata dai bambini presenti ed
anche dai genitori che li accompagnano e che alla fine rendono merito agli interpreti ed
all’intera compagnia per uno spettacolo davvero piacevole e, come detto, sempre attuale.
Nella foto:una scena dello spettacolo