© G.sordi 2011 Hänsel e Gretel Hänsel e Gretel Favola con musiche di Domenico Carboni Liberamente tratta dall’omonimo racconto dei Fratelli Grimm Musiche di Pietro Cavalieri   Nel 1812 i fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, filologi, letterati e studiosi del folclore della loro patria pubblicarono una raccolta di Märchen, ossia racconti popolari basati su storie  magiche, fantastiche e inverosimili. In italiano il termine più vicino all’antico vocabolo  tedesco è “fiaba”. I Grimm raccolsero racconti popolari tratti dalla grande tradizione orale  tedesca e li trascrissero così come da innumerevoli generazioni  venivano raccontati ai  bambini. La fiaba è un espediente per narrare le paure primordiali dell’uomo come la fame , la guerra, le malattie e la morte ecc… e quindi esorcizzarle nel tentativo di placare le  inquietudini e di raggiungere le sicurezze. E’ perciò un linguaggio universale e questo  spiega perché la raccolta di fiabe dei fratelli Grimm sia l’opera più tradotta e ristampata,  diffusa e conosciuta di tutta la letteratura mondiale. L’opera che si intitola Kinder und  Hausmärchen (Fiabe per i bambini e le famiglie, Berlino 1812-15) comprende due volumi  con complessive 201 fiabe fra le quali le celebri Cenerentola, Biancaneve, Cappuccetto  rosso, Pollicino, I musicanti di Brema, Hänsel e Gretel. Nelle versioni moderne super  illustrate destinate ai bambini i testi sono edulcorati e talvolta vi sono aggiunte di lieto fine  che nelle versioni originali non esistono; per esempio l’episodio del cacciatore che uccide il lupo estraendo dalla sua pancia Cappuccetto Rosso e anche la nonna è postuma: tale “fiero pasto”, infatti, più che dal lupo affamato, non poteva essere digerito dai giovanissimi lettori. La fame giustifica i mezzi.    Il problema della fame e della disperazione di essere digiuni lo troviamo anche nella  favola di Hänsel e Gretel dove si racconta di  genitori ridotti appunto alla fame che pensano di liberarsi dei due figlioli, due voraci bocche da  sfamare, con cui avrebbero dovuto dividere le  ultime briciole del loro pane. È comunque da  rilevare che la moglie è in realtà una matrigna,  quindi, come in tutte le favole, è molto cattiva  verso i figliastri e anche il marito è succubo  della sua malvagità. I due snaturati genitori  abbandonano dunque i due poveri figlioli nel  bosco per toglierseli di mezzo. Nel bosco  vengono irretiti da una strega che li fa  prigionieri. La strega progetta di ingrassarli per  bene e poi mangiarli ma i due riescono a  liberarsi a farla fuori. Hänsel e Gretel poi riusciranno a ritrovare la strada di casa e a  ritornare con un tesoro che la strega teneva nascosto nella sua casa. Risolveranno così  anche i problemi economici dei genitori vivendo con loro felici, contenti, e soprattutto sazi.    La fiaba, fu molto popolare in Germania in tutto l’Ottocento. Si contano tre versioni per  teatro musicale di Georg Krempl (1862), Engelbert Humperdik (1893) e Wilhelm Costantin  Löwe (1900). La più famosa è quella di Humperdink su libretto della sorella Adelheid, che è rimasta  ancora nel repertorio operistico. Forse per la trama piuttosto inquietante non incontrò i favori della Disney come le altre più celebri favole dei Grimm.    Non mancano temi che rendono la fiaba di Hänsel e Gretel attuale anche oggi. La fame,  prima di tutto. Certo i bambini del mondo occidentale che rischiano il sovrappeso grazie alle celebrate merendine e agli hamburger multinazionali la vera fame non sanno neanche cosa sia, però è bene che sappiano che altrove, in altri mondi non molto lontani, molti coetanei  muoiono per  denutrizione. Degli orchi e delle streghe che irretiscono i bambini con  leccornie e regali salvo poi… usarli come sappiamo ne parlano diffusamente i giornali. Altro tema è quello del distacco dalla famiglia, dei primi passi che il bambino fa al di fuori di essa, per esempio il primo giorno di scuola quando ci si incammina per un sentiero con luci ed  ombre che non si sa dove porterà. Il sentiero della vita. 20 Dicembre 2003    "HANSEL E GRETEL", UNA STORIA PER GRANDI E PICCINI   Al Piccolo Teatro di Catania la divertente favola musicale di Domenico Carboni   Piace a grandi e piccini, per le sue trovate, per i suoi riferimenti ai nostri tempi, per un  allestimento colorato e di facile presa. Lo spettacolo in questione è “Hansel e Gretel”, la  favola musicale di Domenico Carboni, dalla celebre fiaba dei fratelli Jacob e Wilhelm  Grimm, che il Piccolo Teatro di Catania, per la regia di Gianni Salvo, ha messo in scena,  nella sala di via Ciccaglione 29 a Catania, nell’ambito dell’odierna stagione di prosa. Sulla nota favola di “Hansel e Gretel”, i due fratellini alle prese con due genitori che oppressi dalla fame vogliono liberarsi dei due figli (due bocche in più da sfamare), spingendoli nel  bosco, proprio tra le grinfie della strega che li alletta con una casa rivestita e costruita di  leccornie, Domenico Carboni, supportato da una simpatica e colorata scenografia curata da Oriana Sessa, ha costruito una pièce apprezzabile con tante trovate (il Lupo Sceriffo, Uga la tartaruga), riferimenti alla fame, che anche oggi è una costante nel mondo, ai rapporti con i  propri genitori e purtroppo con lo sfruttamento dei bambini oggi, prima coinvolti e poi usati in loschi traffici, come si legge sui giornali quotidianamente. Il successo dello spettacolo, agile e scorrevole è assicurato, oltre che dalla regia di Gianni  Salvo, dagli interpreti, tutti all’altezza della situazione, cominciando con Rita Salonia e Anna Passanisi (i fratelli Hansel e Gretel) per poi proseguire con Federica Bisegna (nei tre ruoli di Gertrude la matrigna, Uga la tartaruga e della strega), Nicola Alberto Orofino (Fritz, il padre dei ragazzi ed il divertente Lupo sceriffo). Apprezzabili le musiche originali di Pietro  Cavalieri. Pièce, come detto, divertente, coinvolgente e che viene apprezzata dai bambini presenti ed  anche dai genitori che li accompagnano e che alla fine rendono merito agli interpreti ed  all’intera compagnia per uno spettacolo davvero piacevole e, come detto, sempre attuale. Nella foto:una scena dello spettacolo