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La fata delle bambole
(La bottega fantastica)
Commedia musicale di Domenico Carboni
La fata delle bambole
Premessa:
Nell’Ottocento, specie a partire dalla seconda metà del secolo, vi fu una grande produzione
di favole destinate ai bambini (basta citare i Fratelli Grimm, Andersen e il nostro Collodi): era
un mondo popolato di terribili orchi e di lupi cattivi ma anche di fate e di belle principesse. In
questo repertorio non era raro trovare come soggetto la trasformazione, grazie alla bacchetta
magica di una fata, di un giocattolo o di una marionetta in essere umano con tutte le
conseguenze che questo comportava. A questo genere di racconto, oltre allo Schiaccianoci
di Hoffmann e al Pinocchio di Collodi, apparteneva il soggetto per balletto Die Puppenfee (La
fata delle bambole) di Hassreiter e Gaul. Questa favola è ambientata nella bottega di un
fabbricante di giocattoli i quali vengono trasformati da una fata in esseri viventi che creano un
comprensibile trambusto fra i piccoli acquirenti, i loro genitori e l’ignaro fabbricante. Die
Puppenfee assurse agli onori di un palcoscenico di Vienna nel 1888. Si trattava di un balletto
"colossal" con decine di interpreti che si esibivano in numeri vivaci e spettacolari. Le musiche
erano di Josef Bayer, un compositore di secondo piano che non passò alla storia anche se il
balletto godette di una certa popolarità essendo spesso rappresentato durante le feste
natalizie. Die Puppenfee fu rappresentato anche in Italia essendo entrato nel repertorio del
coreografo Felice Benincasa. E’ documentata una rappresentazione del 26 dicembre 1897 al
Teatro La Fenice di Venezia dove il balletto andava in scena subito dopo la prima veneziana
della Bohème di Puccini: dopo che il sipario si chiudeva sulla morte di Mimì il pubblico
commosso riponeva i fazzoletti per deliziarsi con La fata delle bambole. Il cast del balletto
prevedeva 28 solisti di cui 12 interpretavano svariate "figure meccaniche" più un nutrito corpo
di ballo con altre "figure meccaniche, tirolesi, spagnole, giapponesi, chinesine, pulcinellette,
conigli, bebès, spose, ganimedi, balie, bambole diverse, giocattoli animati ecc.". Il balletto di
Bayer ottenne un successo tanto caloroso quanto effimero
Nel 1918 Sergej Diaghilev, il celebre impresario dei "Ballets Russes", commissionò al
coreografo e ballerino Léonide Massine un rifacimento di Puppenfee. Massine reinterpretò la
favola abolendo il personaggio della fata e facendo assurgere a protagonisti due automi-
ballerini con una loro storia d’amore dando loro, secondo la critica del tempo, "palpiti di vita
umana". La parte musicale fu affidata ad Ottorino Respighi che orchestrò composizioni
pianistiche di Rossini tratte dai Péchés de vieillesse. Massine e Lydia Sokolova
interpretarono gli automi-ballerini. Il balletto fu intitolalo La Boutique fantasque (La bottega
stravagante). La prima rappresentazione avvenne all’Alhambra Theatre di Londra il 5 giugno
1919 riportando un successo strepitoso. Da allora il balletto entrò nel repertorio delle
maggiori compagnie di ballo diventando un classico del genere. La partitura di Respighi,
anch’essa un piccolo capolavoro, è tuttora eseguita nelle sale da concerto di tutto il mondo.
La fata delle bambole
Al soggetto di Puppenfee e della Boutique fantasque è ispirata la favola musicale La fata delle
bambole. Essendo i balletti privi di una vera e propria trama e formati da una serie di "numeri"
che si susseguono senza un legame, si trattava di creare un intreccio con dei dialoghi e dei
personaggi "veri" e non stilizzati. Per quanto concerne le musiche, trattandosi di una
commedia musicale servivano delle canzoni da affidare ai vari personaggi e attinenti al loro
ruolo e al loro carattere, quindi il materiale respighiano era inutilizzabile; delle musiche di
Bayer s’è persa traccia e del resto non mi avrebbero interessato. Le musiche sono quindi tutte
originali e si può dire che siano nate "spontaneamente" proprio durante la stesura del testo. Si
tratta di sei canzoni e di cinque pezzi strumentali.
Il risultato finale è un’opera che dei due balletti prende soltanto l’idea iniziale e da questi si
distanzia nettamente come struttura, trama e carattere. Trattandosi di una favola con tanto di
fata, lupo-cattivo ecc. ha il fine primario di divertire i bambini ma, come tutte le favole che si
rispettano, ha anche altre chiavi di lettura che un pubblico adulto potrà individuare.
I personaggi e la trama
Il personaggi sono:
Il Padrone della bottega, geniale inventore di marionette senza
fili (automi).
Lucilla, fatina inconsapevole, sua aiutante.
Gli automi:
Una coppia di ballerini
Una coppia di gatti
Il Lupo cattivo
Il Re degli scacchi
Il Topo top
I clienti:
Madame Scikova, direttrice del Circo Imperiale di Mosca
Mister Smith, impresario di un grande circo equestre americano.
La vicenda si svolge negli anni ottanta dell’Ottocento, in un paese non molto distante da
quello di Pinocchio. Siamo all’interno della Bottega Fantastica. Il Padrone spolvera le sue
"creazioni" in attesa di clienti. Una di questi è Lucilla, una adolescente dotata di grande
fantasia tanto che talvolta confonde i sogni con la realtà (Canzone: Con la fantasia). La
ragazza ha fra le braccia un bambolotto col braccino staccato; chiede al Padrone se può
riattaccarlo. Lucilla ammira entusiasticamente le "creazioni" del Padrone il quale è felice di
mostrarle con l’occasione i suoi due capolavori: una coppia di automi-ballerini capaci di
eseguire un gran numero di danze alla moda. Azionando delle apposite chiavette programma
la ballerina per una danza araba seguita da una tarantella che la coppia eseguirà insieme.
Lucilla non ha però i soldi necessari per la riparazione del suo bambolotto ma il Padrone, che
ha preso in simpatia la ragazza, le propone di assumerla per qualche giorno nella bottega per
farle guadagnare i soldi necessari per l’"operazione". Lucilla accetta e dopo aver
addormentato il suo bambolotto con una Ninna nanna lo consegna al Padrone che lo porta
nell’attiguo laboratorio. Lucilla resta quindi sola nel negozio e continua la spolveratura delle
marionette e dei giocattoli in esposizione. Con sua grande meraviglia gli autonomi si animano:
la ragazza scopre di essere una "fata delle bambole" di quelle fate che hanno il potere di
trasformare i giocattoli in esseri viventi, e il piumino diventa la sua bacchetta magica. Fa
conoscenza con i ballerini i quali sognano di potersi recare un giorno a Napoli (Canzone-
tarantella: Sognando Napoli). Anche una coppia di gatti si esibisce in un duetto (Canzone:La
mazurka di quattro gatti). Si presenta anche il Lupo cattivo (La canzone del Lupo cattivo) che
in realtà è buono e cordiale. Tutti gli automi portano grande rispetto per il saggio Re degli
scacchi che è prodigo di consigli. Entrano due clienti e tutti gli automi riprendono il loro posto
tranne i gatti che corrono all’inseguimento di un topo. Lucilla chiama il Padrone. Il clienti sono
due impresari di circo in concorrenza fra loro che vogliono acquistare degli automi per farli
esibire. Madame Scikova è titolare di un circo di Mosca e Mister Smith di New York. Il
padrone in onore degli illustri ospiti fa esibire i due ballerini prima in una danza russa
(Kamarinskaia) e poi in una Country dance americana; i ballerini inviteranno poi i clienti, lui la
signora e lei l’americano, a ballare un valzer (Valse demodée). Entrambi i clienti sono
conquistati dai ballerini e vorrebbero comprarli offrendo cifre cospicue. Alla fine si arriva ad un
compromesso: il ballerino andrà al circo di Mosca e la ballerina al circo di New York. Dopo
aver dato una caparra al Padrone avvertono che passeranno l’indomani mattina a ritirare i
due automi che dovranno essere convenientemente imballati per il viaggio. Congedati i clienti
Lucilla ed il Padrone vanno quindi nel laboratorio a prendere delle custodie adatte per
l’imballaggio degli automi. I ballerini restano soli e si disperano perché non vorrebbero
separarsi essendo innamorati (Duetto:Ci dobbiam lasciar). Arrivano Lucilla ed il Padrone con
le custodie. Il padrone incarica Lucilla di provvedere all’imballaggio e va al bar a festeggiare
con gli amici. Lucilla è sola nella bottega. I ballerini non ne vogliono sapere di essere venduti
e si rifiutano di entrare nelle custodie. Bisogna trovare una soluzione. Il saggio Re degli
scacchi suggerisce di mettere nelle custodie dei pezzi di legno: quando i pacchi saranno
giunti rispettivamente a New York e a Mosca e i clienti si accorgeranno della truffa i ballerini
saranno lontani. Lucilla con l’aiuto degli automi confeziona i due pacchi. Il piano però non
funziona perché l’indomani i due clienti si accorgono dell’imbroglio e si scagliano contro
l’ignaro Padrone. Saranno gli automi, guidati da Lucilla, a difendere il Padrone e a mettere in
fuga i due clienti. La commedia finisce con la ripresa in coro della canzone iniziale Con la
fantasia.
A TEATRO
RECENSIONI ed altro...
"LA BOTTEGA FANTASTICA" AL PICCOLO TEATRO
Quando in uno spettacolo per bambini si divertono anche e soprattutto i grandi. E' il caso
della proposta del Piccolo Teatro di Catania che nella sala di via Ciccaglione ha messo in
scena "La Bottega fantastica" di Domenico Carboni con la coinvolgente mano registica di un
esperto come Gianni Salvo. Tra scatoloni colorati, costumi scintillanti, accade che le
marionette si ribellano alle regole degli uomini e del loro proprietario, il giocattolaio - chirurgo
che, intanto, ha assunto la piccola Lucilla che con la sua fantasia contribuisce alla
realizzazione dei sogni delle marionette. La pièce prende spunto dal celebre balletto di
Léonide Massine, "La boutique fantasque", su musiche di Respighi che attingeva al
repertorio pianistico di Rossini. Nel nuovo allestimento del "Piccolo", grazie anche alle
piacevoli ed ironiche musiche di Pietro Cavalieri, le scene e costumi di Oriana Sessa, il gioco
diventa l'occasione per confezionare uno spettacolo di ottima fattura dove i protagonisti si
superano in bravura. In scena, applauditissimi, Vittorio Bonaccorso (il giocattolaio della
bottega), Rossana Bonafede (la mattacchiona Lucilla che ha sostituito in extremis Maria Rita
Sgarlato), Adriano Aiello e Noemi Condorelli (i due gatti), Carlo Ferreri e Tiziana Bellassai (i
due ballerini che fuggono verso Napoli per non essere separati), Federica Bisegna (la russa
propietaria del circo), Alessandro Ferrari (il cafone mister Smith), Davide Sbrogiò (il lupo
buono), Massimiliano Grassia (il saggio re degli scacchi). Da non perdere o da rivedere.
Da BOX Cinema & Teatro, gennaio 01
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