Ginevra 2000 Le Finte Gemelle CD Dynamic Niccolò Piccinni e le sue "gemelle". Allievo al conservatorio napoletano di S.Onofrio di Leonardo  Leo e Francesco Durante, Niccolò Piccinni (Bari 1728 - Passy, Parigi 1800) si impose fin da  giovanissimo nei teatri napoletani come compositore di opere buffe. Nel 1758 si trasferì a Roma  con la famiglia. Fu in questa città che acquistò fama internazionale grazie all'enorme successo de  La Cecchina o la buona figliola (1760) su libretto di Goldoni. Conteso da tutti i teatri romani produsse per questi fino al suo trasferimento a Parigi (1774) un  notevole numero di opere in prevalenza del genere buffo a lui più congeniale. Quelle richieste dal  Teatro Valle erano intermezzi, una versione ampliata del genere popolare del primo Settecento, con orchestra ridotta e pochi cantanti. I personaggi e le situazioni erano quelli delle farse ma non di  rado, grazie ad abili librettisti come Petrosellini, ci si avvicinava verso la "commedia di caratteri"  della "riforma" goldoniana. Giuseppe Petrosellini (Corneto, oggi Tarquinia (VT) - Roma, dopo il 1797), abate, esponente della  corte pontificia, era un autorevole poeta dell'Arcadia nonché membro di un'infinità di "accademie".  Fornì i libretti ai maggiori musicisti della sua epoca come Mozart (La finta giardiniera), Paisiello (Il  barbiere di Siviglia), Cimarosa, Salieri, Galuppi, Anfossi ed altri. Le finte gemelle è fra i più riusciti libretti che il Petrosellini confezionò per Piccinni per le sue  rappresentazioni romane. Rappresentata al Teatro Valle l'opera fu accolta con grande successo,  tanto che varcò ben presto i confini dell'Urbe per essere rappresentata (talvolta in versione ampliata e rimaneggiata) in prestigiosi teatri italiani, fra cui la Scala, ed esteri (Parigi, Londra, Dresda,  Mannheim, Lisbona, Pietroburgo ecc...). Nella collezione di libretti della Biblioteca Musicale "S.Cecilia" vi sono due edizioni del libretto molto significative: una è quella relativa ad una rappresentazione all'Académie Royale di Parigi dell'11  maggio 1778 e l'altra per una replica avvenuta alla reggia di Versailles devant Leurs Majestés. Per  questa occasione il tipografo De Lormel predispose un'edizione speciale per i reali con rilegatura i  pelle e lo stemma di Luigi XV impresso in oro. Il libretto contiene la trama dettagliata in francese,  scena per scena, poiché une traduction littérale n'aurait point été du gout général. Era l'epoca della famosa querelle Gluck-Piccinni in cui il compositore barese fu coinvolto obtorto  collo. Nel reale libretto di sala si legge: Cet Opéra Buffa offre dei situations plus piquantes et plus comiques que ne le sont ordinarement  les ouvrages Italiens de ce genre, on s'est attaché particuliérement au choix: le plan et le dialogue  sont faciles. Les caracteres contrastent entr'eux, et ne dégénerent poin dans un Burlesque trop bas. Quant à la musique, tout y est d'une verité, d'un coloris et d'une fraicheur digne des connoisseurs. La revisione è stata condotta sulla partitura datata 1771 servita per la prima rappresentazione. ************* Titolo dell'opera: Le finte gemelle, intermezzo (o farsa) Libretto: Giuseppe Petrosellini Musica: Niccolò Piccinni Prima rappresentazione: Roma, Teatro Valle, 2 gennaio 1771 Personaggi: Isabella (soprano), Olivetta (Soprano), Belfiore (tenore), Marescial (Baritono). Organico: 2 corni, 2 oboi, archi e cembalo. (N.B: talvolta i 2 oboi sono sostituiti da 2 flauti). Struttura: 2 atti. I Sinfonia: Allegro vivace, Andante (vivace), Allegro presto. Introduzione: Viva Parigi! (Olivetta, Belfiore, Marescial) Già so far la riverenza (Belfiore) E' l'uomo come il foco (Isabella) Suoni la tromba all'armi (Marescial) Cara, quegl'occhi ladri (Belfiore) Ragazze, ragazze, non fate le pazze (Olivetta) Se sapesse, se vedesse (Cavatina, Isabella) Vedovella, oh Dio, vorrei (Cavatina Isabella) Finale: Ah! Voi madama accorta (Isabella, Olivetta, Belfiore, Marescial) II Perché mi burli amore? (Duetto, Belfiore e Marescial) Tutti san dir mia Venere (Olivetta) Voglio essere servita (Isabella) Signorina al mio paese (Belfiore) Luciolette che andate di notte (Serenata, Marescial) Pipistrelli che dentro alle grotte (Serenata, Belfiore) Vigliacco, ad un par mio? (Marescial) Cara sappiate (Duetto, Isabella e Belfiore) Finale: Preziosina, deh venite! (Isabella, Olivetta, Belfiore, Marescial). Durata 2 ore e 10' circa. Trama: Arrivano in una locanda parigina gestita dalla furba e avvenente Olivetta due giovanotti  provinciali provenienti da Tolosa che vogliono far carriera nella Capitale. L'uno è il tenero Belfiore  che è venuto per istruirsi di "politica", l'altro è il bellicoso Marescial che, come il suo nome  suggerisce, vuole intraprendere la carriera militare. Accanto alla locanda abita Isabella, gentildonna, ancora nubile perché "disprezza l'amore" e ama  burlarsi degli uomini che la corteggiano. Isabella, con la complicità di Olivetta, vuol giocare uno  scherzo ai due sempliciotti: interpretando con rapidi travestimenti la parte di due gemelle dal  carattere opposto, proprio come i due amici, farà innamorare di ciascuna i malcapitati. La burla dà  luogo ad una serie di equivoci che spingono i due giovanotti addirittura a sfidarsi a duello per  difendere le rispettive ragioni delle litigiose "gemelle". Ma Isabella gioca col fuoco e si invaghisce di Belfiore. Le due donne conducono il gioco non senza una punta di cinismo: « Belfiore è vostro,  Marescial è mio» così Olivetta propone ad Isabella l'equa divisione dei due amanti. Una volta  svelato lo scherzo Isabella si fidanzerà con Belfiore e Olivetta provvederà a consolare il deluso  Marescial. Comincia così 19 dicembre 2002 - ore 21,00 Sassari - Teatro Verdi Le finte gemelle opera buffa di Niccolò Piccinni con Patrizia Cigna, Samuele Simoncini, Paolo Ruggiero, Maria Ercolano orchestra Teatro e/o Musica  direttore Daniele Moles regia Giampiero Cubeddu   Le finte gemelle © G.sordi 2011