Un matrimonio al lume di lanterna Un matrimonio al lume di lanterna Operetta in un atto Titolo originale: Le mariage aux lanternes Musica: Jacques Offenbach Libretto: Lèon Battu e Jules Dubois (pseud. Di Michel Carré) 1a rappresentazione: Parigi, Salle Herz, 7.5.1853 Vers. ritmica in italiano, adattamento e strum.: Domenico Carboni (1996) Organico: 3S, T, un recitante. 1121.2000 archi Durata: 50’ Personaggi: Guillot,T, fattore di campagna; Denise, S, sua cugina; Catherine,S, e Fanchette,S, vicine di casa; il sindaco del villaggio, recitante. Trama: Guillot, fattore di campagna, e sua cugina Denise si vogliono bene ma non osano dichiararsi. Sul giovane agricoltore, di bell’aspetto e potenzialmente ricco, hanno posto gli occhi due vedove  pettegole, vicine di casa. Una lettera di Mathurin, zio di Guillot e di Denise, risolverà tutto: in essa si richiede al giovane di portarsi di notte ai piedi di un albero dove è nascosto un tesoro; Denise, con  una scusa, sarà mandata nello stesso preciso momento sotto lo stesso albero. Così sarà chiaro ai  due giovani che ognuno di loro è il tesoro per l’altro. Le vedove intanto hanno informato il sindaco  della presenza del tesoro reclamandone la divisione. Quando il sindaco si recherà sul posto non  potrà far altro che unire i giovani in matrimonio che si celebrerà al lume delle lanterne di cui sono  forniti tutti i personaggi. Note: Ritmi vivaci e folcloristici si alternano a pagine idilliache ed evocative come il delicato  Quartetto dell’Avemaria, una delle pagine più poetiche e suggestive di Offenbach, che fu definito  "degno di Mozart"; qui è resa in modo mirabile la poesia crepuscolare della campana della sera che risuona sui campi. Completano la partitura brani di musica imitativa che riproducono le ciarle  aggressive e frastornanti delle due vivaci vedovelle e una rustica chanson a boire, brani ripresi nella scintillante ouverture. © G.sordi 2011