© G.sordi 2011 I due ciechi Buffonnerie musicale in un atto Titolo originale: Les deux aveugles Libretto: Jules Moineaux Musica: Jacques Offenbach Prima rappresentazione: Parigi, T. des Bouffes Parisiens (Salle Lacaze) 5.7.1855 Versione ritmica in italiano, adattamento e strum. : Domenico Carboni (2000) Organico: 2T – 1121.2010. Chitarra. Durata: 25’ Personaggi: Pataccone, mendicante, finto cieco, T; Giraffone, idem, T; un passante (non parla). Trama: Due mendicanti falsi ciechi, Pataccone e Giraffone, si contendono il posto nel ponte  Saint Michel a Parigi. L’uno suona il trombone (che però non ne vuole sapere di andare a  tempo) l’altro si esibisce cantando con la chitarra. Litigano continuamente e si contendono una  moneta gettata da un passante. Entrambi fanno a gara a descrivere a forti tinte la loro infelicità  ma anche la totale spensieratezza di quella vita. Alla fine decidono di sfidarsi in una partita a  poker, chi perde dovrà andarsene dal ponte e lasciare il posto al collega. Ma nel corso della  partita entrambi barano e scoppia una lite furibonda con "botte da orbi" anche perché  scoprono di essere i rivali del giorno prima quando si erano incontrati non come ciechi ma  come invalidi appoggiati alle stampelle.  Note: Questa opera a detta di tutti avrebbe dovuto essere un fiasco solenne perché troppo cruda, dura e  diretta invece ottenne un enorme successo e fu replicata per un anno di seguito senza interruzione dando  ad Offenbach una vasta celebrità. Tutti volevano vedere sulla scena i due falsi ciechi disputarsi il posto più  vantaggioso per chiedere l’elemosina. Gli elementi delle magiche miscele di Offenbach sono qui già  presenti al completo: la satira mordace di un’umanità ipocrita e i ritmi pazzi (fra l’altro un famoso bolero),  la parodia musicale del meyerbeeriano Roberto il diavolo e l’allusione al Belisario di Donizetti, il  trattamento piccante ed ironico degli strumenti dell’orchestra, primo fra tutti il trombone le cui note gravi  interrompono la canzone di Pataccone nello stile comico proprio dell’opera buffa.  I due ciechi