© G.sordi 2011
OPERAZIONE PULCINELLA
di Domenico
"Il successo delle Donne di buon umore su musiche di Domenico Scarlatti, aveva suggerito a
Diaghilev di consacrare una nuova creazione alla musica di un altro illustre italiano, per il
quale conosceva il mio gusto e la mia ammirazione. Si trattava di Pergolesi. Durante i suoi
soggiorni in Italia Diaghilev aveva consultato diversi manoscritti incompiuti di questo maestro
esistenti nei conservatori italiani e li aveva fatti copiare (...) Da questo materiale mi spinse
vivamente a trarne ispirazione per comporre la musica di un balletto il cui argomento era
ricavato da un volume contenente numerose versioni delle avventure amorose di Pulcinella"
Operazione Pulcinella
Così racconta Igor Stravinskij nell’autobiografia
Cronache della mia vita (Trad. A.Mantelli, Milano
1947).Sempre in questo libro si parla di un soggiorno
napoletano del compositore al seguito della
compagnia dei Ballets russes in occasione, appunto,
della rappresentazione delle Donne di buon umore su
musiche di Vincenzo Tommasini elaborate da alcune
sonate di Domenico Scarlatti. Si parla in questa
occasione di frequenti incursioni, in compagnia di
Pablo Picasso, presso i mercatini e i rigattieri
napoletani alla ricerca di "guazzi". L'impresario dei
Ballets russes, dal canto suo, si è sempre vantato di
aver trovato lui, presso un rigattiere napoletano, un
manoscritto datato 1700 contenente una raccolta di
"pulcinellate" ossia canovacci di commedie basate
sulla celebre maschera napoletana, uno dei quali, I
quattro Pulcinella, servì come soggetto per il balletto
stravinskiano.
Sia Diaghilev che Stravinskij tacciono però su due punti fondamentali: chi effettuò le
ricerche? Chi operò la selezione delle musiche? Tanto più che la scelta finale non si basò su
"manoscritti incompiuti" ma prevalentemente su arie tratte da Lo frate 'nnamorato e dal
Flaminio le cui fonti manoscritte sono conservate nella Biblioteca del Conservatorio "S. Pietro
a Majella" di Napoli. I due russi si servirono certamente di un consulente locale. Fu forse il
direttore della biblioteca Fausto Torrefranca? L'ipotesi è da scartare in quanto l'austero
professore avrebbe considerato sacrilega la contaminazione stravinskiana.
Ho creato così, in questa commedia, un retroscena della vicenda del tutto fantastico ma
plausibile. La figura di Fernando Capodanno, vice-bibliotecario e copista della celebre
biblioteca musicale napoletana, è immaginaria ma rappresenta colui, o coloro, che diedero la
"dritta" all'operazione magari contribuendo anche alla realizzazione. E' in fondo un omaggio a
quei bibliotecari musicali a cui compositori, musicologi o direttori artistici si rivolgono spesso
per avere dei suggerimenti o collaborazioni, salvo poi, una volta realizzata l'impresa,
dimenticarsi completamente dell'aiuto ricevuto. Ovviamente anche gli altri personaggi sono
del tutto immaginari.
La vicenda si svolge in un palcoscenico di un teatro napoletano nel 1919.L'impresario Ciro
Fiorillo è impegnato nell'allestimento dell'Olimpiade di Pergolesi. Si discute sui costumi, si
prova con i cantanti ecc... Vi è però un fuoriprogramma: si è in attesa di Igor Stravinskij
venuto appositamente dalla Svizzera dove sta portando a termine le musiche per il balletto
Pulcinella per approvvigionarsi di nuovo materiale pergolesiano che ha selezionato per lui
Fernando Capodanno. Questi, approfittando della disponibilità dei cantanti e dell'orchestra
del teatro, organizza un concerto pergolesiano in onore del compositore russo nel corso del
quale verranno eseguiti in anteprima anche alcuni numeri del balletto già composti. Gli
spettatori assisteranno ad una sorta di prova generale del concerto nel corso della quale non
mancheranno imprevisti, discussioni, litigi, ecc... Non manca anche un pizzico di giallo:
alcune delle musiche utilizzate da Stravinskij non sono di Pergolesi ma sarebbero dei falsi...
La commedia-concerto, consente di trattare
l'argomento in maniera, si spera, brillante e
divertente, godibile anche per i non addetti ai lavori.
Questo en attendant Stravinskij consentirà si sentire
le melodie pergolesiane nella versione originale e poi
nell'interpretazione stravinskiana: due mondi e due
secoli si incontrano a Napoli nel nome di Pulcinella,
la maschera che da sempre è il simbolo della cultura
partenopea ancora oggi viva ed attuale.
N.B.
Note per l’allestimento.
Operazione Pulcinella è pensata come una commedia del
genere "teatro nel teatro" con l’inserimento di brani musicali.
Prosa e musica si dividono al 50% lo spazio temporale. Nel
I Atto è prevalente la prosa poiché è necessario far capire
allo spettatore i presupposti e lo svolgimento della vicenda,
nel II Atto prevale invece la musica.
Accanto ai cinque personaggi interpretati da attori recitano
tre cantanti (soprano, tenore e basso) che rivestono i panni
di altrettanti cantanti napoletani dell’epoca. Anche
l’orchestra "interpreta" un’orchestra dell’epoca: può agire in
buca o sopra in palcoscenico secondo la volontà del regista
e della capienza del palco stesso. Organico minimo: 3 violini
I, 3 violini II. 2 viole, 2 violoncelli, 1 contrabbasso, flauto,
oboe, fagotto, 2 corni, trombone. 18 elementi + cembalo +
direttore. Organico massimo 2202.2110. 5 violini I, 5 violini
II, 5 viole, 4 violoncelli, 4 contrabbassi. 33 elementi +
cembalo + direttore.
L’opera ha anche un carattere didattico e quindi può essere
adatta anche per un pubblico di studenti.