Teatro e/o Musica - Sassari Teatro Civico   Valenti (Vento di sera) e Roberto Ferrari Melega (Coniglio)     Anna Luisa Scano (Atala) e Tore Gaias (Arthur) © G.sordi 2011 Vent du soir L’isola degli antropofagi Opera buffa in un atto   Titolo originale: Vent di soir ou l’Horrible festin Libretto: Philippe Gille Prima rappresentazione: Parigi, T. Bouffes Parisiens 16.5.1857 Versione ritmica italiana, adattamento e strumentazione: Domenico Carboni (1995) Organico: S, 2T, Br, picco coro ad lib.1 mimo. Fl. Ob. Cl. Fg. Quintetto d'archi, perc. Pf. ad lib. Personaggi: Vento di sera, capo della tribù dei Lulù, Br; Atala, sua figlia, S; Coniglio Coraggioso, capo della tribù dei Papà-Cucù, T; Arthur, coiffeur parigino, T; Leccatutto, cuoco dei Lulù, mimo; Cannibali Lulù, ad lib. Trama: In un’isola sperduta nell’Oceania abitata da cannibali il capo della tribù dei  Papà-Cucù, coniglio Coraggioso, è in visita ufficiale presso Vento di Sera per  negoziare un trattato di pace fra le tribù rivali stanche di farsi la guerra. Fra i due  non corre buon sangue dato che si sospettano reciprocamente, a ragione, di  essersi l’uno mangiato la moglie dell’altro. Vento di Sera è preoccupato perché non ha nessun tipo di carne da offrire al suo ospite per il banchetto della pace. Ma  sull’isola ha fatto naufragio Arthur, un coiffeur di Parigi che grazie al suo raffinato  fascino europeo affascina Atala figlia di Vento di Sera anche grazie ad un orologio, ricordo di famiglia, che intona l’inno dei Papà-Cucù. Vento accoglie cordialmente lo straniero e lo affida subito alle cure del suo cuoco Leccatutto affinché lo prepari  come portata principale nel banchetto per l’ospite d’onore. Coniglio Coraggioso  sembra soddisfatto della pietanza che gli viene offerta e racconta la storia del figlio che sta per tornare dall’Europa dove si era recato per studiare e che vorrebbe  vedere unito in matrimonio con Atala per sancire definitivamente la pace fra le due  tribù. Vento di Sera comprende che Arthur, che è stato cucinato è proprio il figlio di Coniglio Coraggioso. La verità viene a galla quando lo stomaco di Coniglio  Coraggioso suona l’inno dei Papà-Cucù, infatti egli ha ingerito l’orologio di Arthur.  Coniglio Coraggioso vuole vendicare col sangue l’offesa ma Arthur vivo e in buona  salute: egli ha infatti corrotto il cuoco di Vento di Sera acconciandolo  elegantemente alla moda di Parigi e gli ha fatto cucinare l’Orso Sacro, animale  ritenuto una divinità e adorato dalla tribù. La vicenda si conclude col matrimonio di  Arthur con Atala. Note: L’operetta fa parte di un gruppo di 29 pièces in un atto che Offenbach scrisse nei primi anni della sua gestione del Teatro dei Bouffes. Lo spassosissimo libretto è di Philippe Gille giornalista e critico letterario del Figaro e di altri importanti giornali allora ventisettenne; passerà alla storia più tardi come coautore del libretto di  Lakmée di Delibes e della Manon di Massenet. Ovviamente Offenbach non aveva  idea della musica etnica dell’Oceania è usa musica tutta particolare dal sapore  "moresco" con dissonanze e ritmi selvaggi e ostinati che talvolta sembrano  anticipare Stravinskij. Molto bella è l’ouverture che evoca lo scoppio di un uragano; fra i pezzi più spassosi è la Chanson negre.