© G.sordi 2011       Verdi al Tettuccio Commedia con musiche in due atti di DOMENICO CARBONI Musiche elaborate dalle opere di Giuseppe Verdi         Verdi al Tettuccio   Personaggi   Fabrizio Fabroni, giovane compositore…….Francesco Guidi. Olimpia, soprano, sua innamorata …………Sabina Macculi Geltrude Scannagalli, zia di Olimpia….…....Gianna Coletti Ernesto, cameriere del Tettuccio…………...Gualtiero Giorgini Giuseppe Verdi………………………….…....Enrico Beruschi Bartoletti, ingegnere, industriale…………....Enrico Beruschi ORCHESTRA DELL'OPERA GIOCOSA Direttore Severino Zannerini REGIA, SCENE E COSTUMI DI IVAN STEFANUTTI   Premessa. Il Verdi "proibito". Oggi, grazie ai potenti mezzi di riproduzione audio-video è possibile conoscere a fondo il  repertorio lirico senza mai avere mai messo piede in un teatro: radio, tv, cd e videocassette ci portano il teatro in casa e gli appassionati possono seguire anche in diretta le  rappresentazioni della Scala, del Metropolitan, dell’Opéra ecc… Ma quando tutto questo non  esisteva con quali mezzi veniva reso popolare il repertorio lirico? I mezzi di diffusione erano  gli spartiti: la riduzione per canto e pianoforte per i più preparati, la riduzione per pianoforte  solo destinata ai dilettanti, i vari arrangiamenti per gli strumenti più vari ecc… In ogni salotto  borghese faceva bella mostra di sé il pianoforte sul quale si esercitavano fin da fanciulli i  figlioli per bene e libretti d’opera e spartiti erano parte integrante della biblioteca di famiglia.  Così i brani d’opera erano diffusi come e quanto le canzoni alla moda e anzi venivano preferiti a queste. Poteva quindi accadere che ci si facesse la barba canticchiando Di quella pira o Di  Provenza il mar il suol senza aver mai assistito in teatro ad un Trovatore o ad una Traviata.  Oltre agli spartiti destinati ad esecuzioni familiari vi erano un altro tipo di "riduzioni" destinate ad esecuzioni pubbliche, per esempio le trascrizioni per banda che portavano le sinfonie e le  arie d’opera in tutte le piazze. Ma non solo nelle piazze risuonavano i motivi delle celebri  opere, si potevano sentire nelle birrerie, nei "caffè-concerto" e negli stabilimenti balneari o  termali i quali ospitavano orchestrine le quali alternavano ai valzer e alle mazurke fantasie o  pot-pourri tratti dal grande repertorio lirico. Nella collana Intermezzi musicali a piccola  orchestra, pubblicata da G. Ricordi e C. negli ultimi decenni dell’Ottocento, figuravano molti  brani tratti dalle opere dei compositori della Casa fra cui primeggiava Verdi. Nella classica  copertina rossa che racchiudeva le parti si avverte però a chiare lettere che l’esecuzione era  permessa «alle sole Orchestre che hanno regolare trattato con la Società degli Autori». A  partire dal luglio 1897 però Casa Ricordi decide di proibire l’esecuzione «nei Caffè nelle  Birrarie negli Stabilimenti Balneari ecc… tutte indistintamente le opere teatrali di proprietà  della Ditta G. Ricordi e C. Si intendono inoltre escluse dai permessi suddetti anche tutte le  Opere che verranno acquistate dalla Ditta». Per i concerti vocali «le esecuzioni devono  essere sempre con accompagnamento di solo pianoforte, qualunque altro istrumento  escluso». Fu così che questo tipo di repertorio divenne di colpo "proibito" ed entrò in  clandestinità e le orchestrine si limitarono ad eseguire soltanto ballabili e pezzi caratteristici.  Quali furono le motivazioni di questa esclusione? Non è un mistero che illustri maestri come  Verdi e Puccini non vedessero di buon occhio queste "riduzioni" anche se non disdegnavano  affatto i proventi che da esse ne derivavano; ma il motivo principale di questa "serrata  musicale" era dovuto al dilagare di esecuzioni "abusive" delle celebri opere con materiali non provenienti dalla Ditta Ricordi e C. La commedia: Verdi al Tettuccio L’azione si svolge nel 1894 nel celebre Chiostro della Musica dello stabilimento termale  Tettuccio di Montecatini che ospitava le piccole  orchestre che eseguivano il repertorio di cui si è appena trattato. Come è noto Giuseppe Verdi era un abituale  frequentatore dello stabilimento e la sua presenza  galvanizzava i direttore del complesso Fabrizio, un  giovane compositore in cerca di fortuna. Egli spera di  poter attirare l’attenzione del Maestro, ospite dello  stabilimento, con i suoi brillanti "arrangiamenti" delle  opere verdiane. Frequenta lo stabilimento, insieme alla  zia Geltrude, anche Olimpia, soprano neodiplomata che  vorrebbe intraprendere la carriera teatrale. Olimpia è  innamorata, corrisposta, di Fabrizio, suo ex collega di  conservatorio; l’unione dei due giovani è però ostacolata dalla famiglia di lei essendo il giovane tutt’altro che un  buon partito. Anche Olimpia sogna di poter incontrare  Verdi e di avere la possibilità di potersi esibire davanti a lui. Entrambi i giovani si danno da fare per dare la  caccia al Maestro. La vicenda si complica e si movimenta poiché al  Tettuccio è presente un sosia di Verdi, tale ingegner  Bartoletti, che approfitta della sua straordinaria rassomiglianza col Maestro per abbordare  giovani soprani. Olimpia accetterà la pressante corte di Bartoletti scambiandolo, complice  anche la sua miopia, per Verdi. Fabio incontrerà il vero Verdi ma questi, per difendersi  dall’intraprendenza del giovane e per togliersi d’impaccio, fingerà di essere l’ingegnere. E’ quindi una tipica commedia degli equivoci con il vero e il falso Verdi interpretati da un unico attore. Il vero protagonista sarà quindi il grande maestro di Busseto in vacanza, in un  momento di relax, quindi meno scorbutico del solito e incline all’ironia. Fonte importante per  la descrizione dell’ambiente e delle abitudini di Verdi all’interno dello stabilimento è stato il  libro di Mauro Lubrani Verdi a Montecatini scritto con la collaborazione di Vasco Ferretti  (Edizioni Montecatini, Montecatini 1981) ricco di gustosi episodi sempre documentati. Come  in tutte le commedie brillanti non mancherà il lieto fine. Chiariti gli equivoci si concluderà con una festa Verdiana con le note del Brindisi della Traviata. Più che operetta o commedia musicale lo spettacolo Verdi al Tettuccio si può definire una  "commedia con musica". Anche gli orchestrali fanno parte dell’azione, anche se solo come  comparse, impersonando i loro antichi colleghi; il soprano interpreterà davanti a Verdi (o al  presunto tale) celebri arie del Maestro. Le musiche saranno quindi esclusivamente pagine  verdiane "arrangiate" per piccolo complesso (pianoforte conduttore, quartetto d’archi, flauto,  clarinetto e fagotto) per lo più inedite e quindi "abusive". Si tratta quindi di "sdoganare" dopo  un secolo di oblìo le musiche "proibite" del grande Maestro. Commedia con musiche in due atti di              DOMENICO CARBONI       Musiche elaborate dalle opere di                GIUSEPPE VERDI           Regia, scene e costumi              IVAN STEFANUTTI   PERSONAGGI ED INTERPRETI Fabrizio Fabroni, giovane compositore : Francesco Guidi Olimpia, soprano, sua fidanzata : Sabina Macculi Geltrude Scannagalli, zia di Olimpia : Gianna Coletti Ernesto, cameriere del Tettuccio : Gualtiero Giorgini Giuseppe Verdi - Bartoletti, industriale : Enrico Beruschi ORCHESTRA DELL'OPERA GIOCOSA diretta da Severino Zannerini Mariko Masuda (violino primo), Paola Bezziza (violino secondo), Susanna Romagnoli (viola), Carlo Benvenuti (violoncello), Marco Candotto (contrabbasso), Serena Clanzig (flauto), Marco Bernini (oboe), Angelo Pacini (clarinetto), Serena Candolini (fagotto) Severino Zannerini (pianoforte) Capo macchinista Alberto Castellacci Capo elettricista Andrea Valentini Consulenza tecnica Vittorio Garavelli Capo sarta Antonella Guglielmi - Trucco Marlene Frontull Scenotecnica DECORPAN - Costumi DIVA - Calzature SACCHI Parrucche AUDELLO L' azione si svolge nel 1894 nel celebre Chiostro della Musica dello stabilimento termale Tettuccio di  Montecatini che ospitava le piccole orchestre che eseguivano il repertorio di cui si è appena trattato. Come  è noto Giuseppe Verdi era un abituale frequentatore dello stabilimento e la sua presenza galvanizzava il  direttore del complesso Fabrizio, un giovane compositore in cerca di fortuna. Egli spera di poter attirare I'  attenzione del Maestro, ospite dello stabilimento, con i suoi brillanti ,,arrangiamenti" delle opere verdiane. Frequenta lo stabilimento, insieme alla zia Geltrude, anche Olimpia, soprano neodiplomata che vorrebbe  intraprendere la carriera teatrale. Olimpia è innamorata, corrisposta da Fabrizio, suo ex collega di  conservatorio; l ' unione dei due giovani e però ostacolata dalla famiglia di lei essendo il giovane tutt'altro  che un buon partito.Anche Olimpia sogna di poter incontrare Verdi e di avere la possibilità di potersi esibire  davanti a lui. Entrambi i giovani si danno da fare per dare la caccia al Maestro.La vicenda si complica e si  movimenta poichè al Tettuccio e presente un sosia di Verdi, tale ingegner Bartoletti, che approfitta della sua  straordinaria rassomiglianza col Maestro per abbordare giovani soprani. Olimpia accetterà la pressante  corte di Bartoletti scambiandolo, complice anche la sua miopia, per Verdi. Fabrizio incontrerà il vero Verdi  ma questi, per difendersi dall'intraprendenza del giovane e per togliersi d'impaccio, fingerà di essere  I'ingenere. E' quindi una tipica commedia degli equivoci con il vero e il falso Verdi interpretati da un unico attore. II vero  protagonista sarà quindi il grande maestro di Busseto in vacanza, in un momento di relax, quindi meno  scorbutico del solito e incline all'ironia. Fonte importante per la descrizione dell'ambiente e delle abitudini di  Verdi all'interno dello stabilimento e stato il libro di Mauro Lubrani "Verdi a Montecatini" scritto con la  collaborazione di Vasco Ferretti (Edizioni Montecatini - 1981) ricco di gustosi episodi sempre documentati.  Come in tutte le commedie brillanti non mancherà il lieto fine. Chiariti gli equivoci si concluderà con una  festa Verdiana con le note del Falstaff, I'ultima opera del grande vecchio, che ammonisce: ,,Tutto al mondo  e burla". Più che operetta o commedia musicale lo spettacolo Verdi al Tettuccio si può definire una  ,,commedia concerto". Anche gli orchestrali fanno parte dell'azione, anche se solo come comparse,  impersonando i loro antichi colleghi; il soprano interpreterà davanti a Verdi (o al presunto tale) celebri arie  del Maestro. Le musiche saranno quindi esclusivamente pagine verdiane "arrangiate" per piccolo  complesso (pianoforte conduttore, quartetto d'archi, flauto, clarinetto e fagotto) per lo più inedite e quindi  "abusive". Si tratta quindi di "sdoganare" dopo un secolo di oblio le musiche "proibite" del grande Maestro.